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martedì 27 aprile 2010

La donna Tolowa e l'Uomo Farfalla

Due giorni fa, "per caso", ho trovato da un rigattiere un libro intitolato "MITI E LEGGENDE DEGLI INDIANI D'AMERICA" (edizioni paoline 1989).

Una raccolta di oltre 150 leggende e favole tramandate oralmente dai nativi americani.
I miti e le leggende dei nativi sono ricolmi di simbolismi pregni di significato e si riferiscono ad un ascoltatore sia adulto che bambino.
Queste "Fiabe" hanno una struttura quasi stratificata e le si può interpretare a vari livelli di volta in volta più profondi, in oltre si riesce ad avvertire profondamente il forte legame tra la vita e la morte, come parte di un unico ciclo entrambi importanti e significativi allo stesso modo. Rievocando potenti figure archetipali del nostro inconscio riescono a trasportare il lettore in un mondo dove l'alto ed il basso, il grande ed il piccolo, il dentro e fuori si mescolano tra di loro confondendo e Rivelando.
Sono rimasto molto affascinato (come sempre) dai racconti ritrovati in questo libro tanto che ho deciso di pubblicare settimanalmente un racconto scelto casualmente.
Da qui in avanti mi limiterò a trascrivere questi racconti nella maniera più fedele possibile, tralasciando le mie interpretazioni e considerazioni personali, in modo che ognuno (libero da influenze esterne) possa trovare in se stesso l'insegnamento di cui ha bisogno.

Il primo racconto saltato fuori dal libro si intitola "La donna Tolowa e l'Uomo Farfalla"
Buon viaggio.

"Una donna tolowa un giorno uscì a raccogliere cibo, portando anche il suo bimbo. Per poter lavorare, aveva fissato la punta dell’asse della culla al terreno e lasciato il bimbo da solo. Una grande farfalla le volò vicino e lei cominciò ad inseguirla e a cacciarla per molto tempo. Ma ogni volta che stava quasi per prenderla, la mancava di un soffio. Pensò “Forse non corro abbastanza veloce per colpa di questa cosa pesante”, e gettò via il vestito di pelle di Daino. Ma ciò nonostante non riusciva a raggiungere l’insetto. Alla fine gettò via anche il grembiale e si precipitò all’inseguimento della farfalla fino a che fu notte. Allora, dimenticando il suo bimbo, si coricò sotto un albero e si addormentò. Quando al mattino si svegliò, trovò coricato accanto a lei un uomo. “Mi hai seguito sin qui”, le disse “forse ti piacerebbe seguirmi per sempre. Se è così sappi che dovrai passare attraverso un numero di individui del mio popolo”. Senza pensare affatto al suo bimbo, la donna si alzò e seguì l’uomo farfalla. In breve arrivarono ad un’ampia valle, il cui lato meridionale era pieno di farfalle. Quando i due raggiunsero l’orlo della valle, l’uomo disse “Nessun essere umano è mai riuscito ad attraversare questa valle. Ma tu sarai salva se non mi perderai mai di vista. Seguimi da presso.” Viaggiarono per molto tempo “Continua a tenerti stretta a me; non lasciarti andare” diceva di continuo l’uomo farfalla. Quando arrivarono a metà della valle, altre farfalle sciamarono in gran numero intorno a loro. Volavano in ogni direzione, tutto intorno alla testa della coppia e sui loro visi, perché volevano avere per loro la donna tolowa. Lei le osservò a lungo tenendosi stretta al suo nuovo marito. Ma alla fine, incapace di resistere, lo lasciò andare e si allungò per afferrare un’altra farfalla. La mancò, ed allora cercò di afferrarne un’altra e un’altra ancora, ma sempre senza riuscirvi, e così vagò per sempre nella valle, intontita e perduta.

Morì là, e l’uomo farfalla che lei aveva perduto proseguì diritto attraverso la valle sino alla sua dimora. Ed oggi quando la gente parla dei tempi antichi, dice che quella donna perse il suo amante, e cercò di prenderne altri, ma li perse tutti ed alla fine diventò pazza e morì.

Leggenda riportata da Ronald Dixon nel 1904"




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